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Surfer's Habitat - Capo Mannu sport&cultura © [ ultimo aggiornamento: 25 Agosto, 2008 2:30 AM ] |
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Ambiente / GUIDA CAPO MANNU |
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Capo Mannu (antica isola) che si erge sul mare con falesie alte anche 51 m s.l.m. è unita alla terraferma da cordoni sabbiosi che formano gli stagni temporanei di "Sa Saia Manna", "Sa Marigosa" e "Sa Mesa Longa". Geologicamente è costituito dalla cosiddetta Formazione di Capo Mannu, caratterizzata da dune fossili composte da arenarie formate in prevalenza da resti organici. Anche se buona parte del Capo è destinata a coltivazioni cerealicole, nelle zone di falesia e presso il faro restano alcuni tratti di macchia mediterranea bassa di grande interesse botanico. Va segnalata la presenza di una rara cistacea la HELIANTEMUM CAPUT-FELIS BOISS, presente in Italia unicamente nel Sinis settentrionale con particolare frequenza sul margine superiore della falesie del Capo. Quest'ultimo è inoltre zona di passaggio per uccelli migratori e nidificanti. Nel 1986 l 'istituzione del Museo Civico ha individuato Capo Mannu e il faro in esso presente come sede della sezione naturalistica con annesso Parco. |
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Le zone umide costiere presenti in Sardegna rivestono un ruolo molto importante si a dal punto di vista naturalistico-scentifico, sia dal punto di vista delle risorse economico-produttive più tradizionali (acquicolture, pesca, estrazione del sale). La Sardegna, per la sua particolare posizione geografica, funziona da ponte per le specie di uccelli che migrano durante i periodi primaverili ed autunnali tra le zone di riproduzione europee e quelle di svernamento africane. Inoltre gli stagni costieri sardi sono anche luogo di nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici e di svernamento di notevoli contingenti di queste specie. Ed è per questi motivi che oltre 12000 ettari di zone umide sarde sono stati riconosciuti di importanza internazionale secondo la convenzione di Ramsar, pari circa al 23% delle zone umide di importanza internazionale presenti in Italia. |
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La convenzione di Ramsar è' l'unico contratto a carattere mondiale che sia stato fino ad ora sottoscritto al fine di preservare alcuni ecosistemi e le specie in particolar modo gli uccelli acquatici, ecologicamente dipendenti da tali ambienti. Essa presenta comunque alcuni punti deboli: ad esempio non stabilisce né criteri di selezione delle varie zone umide, né le linee guida per la loro gestione. Non vi sono inoltre obblighi si limita a dare delle prescrizioni di massima ai governi che la adottano affinché la loro politica tenga in giusto conto il patrimonio biologico. |
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Una zona umida viene considerata d'importanza internazionale: - Se ospita un numero significativo di specie o sottospecie di piante o animali rari minacciati o in via d'estinzione. - Se ha un valore particolare per il mantenimento della diversità ecologica o genetica di una regione grazie alla ricchezza ed all'originalità della sua flora e della sua fauna, oppure; - Se ha un valore particolare come habitat di piante o animali ad uno stato critico del loro ciclo biologico, oppure; - Se ha un valore particolare per le specie o comunità animali o vegetali endemiche. - Criteri che consentono di accertare il valore di zone umide rappresentative o uniche. |
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Con i suoi 325 ettari di superficie è lo stagno temporaneo più esteso della Sardegna. Nei mesi estivi e autunnali, per l'assenza di piogge e per l'evaporazione naturale si trasforma in un'immensa e arida distesa di sale. Questo tuttavia non impedisce la sopravvivenza delle uova di Artemia Salina, cibo preferito dei Fenicotteri, che si dischiudono dopo le piogge invernali. Nell'82 è stato dichiarato zona umida d'importanza internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, ai sensi della CONVENZIONE di RAMSAR. L'anno seguente la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito la Riserva Naturale Orientata per il particolare interesse geologico e ornitologico. La gestione è affidata al comune di San Vero Milis che in collaborazione con la LIPU deve garantire la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali, viventi e non, presenti nell'area. |
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Lo stagno e le aree circostanti presentano ampia varietà di specie, da quelle alofite che vivono in ambienti fortemente salini o salmastri a quelle insediate ai margini dello stagno, dove la salinità è minore. Più all'interno ma ugualmente diffusa, la Palma Nana unica palma spontanea del mediterraneo centro-occidentale. Sono presenti anche altre specie tipiche della macchia mediterranea e numerose specie di fiori e di orchidee spontanee. Lo stagno di "Sa'e Proccusu" è facilmente visitabile, essendo posto ai bordi della strada provinciale per Putzu Idu. I periodi migliori per la visita sono l'inverno, quando le piogge riempiono il bacino richiamando gli uccelli e la primavera, quando la vegetazione è in piena fioritura, ai bordi dello stagno si possono scorgere delle piccole colline coniche: sono dei nuraghi completamente interrati, si può avere una visuale panoramica dello stagno dalla strada provinciale di "Su Cuccuru Mannu", partendo dal bivio posto prima di Putzu Idu e recandosi in direzione di Riola. E' importante che le visite non arrechino disturbo agli animali della zona. Inoltre si deve camminare sui sentieri già battuti, evitare rumori molesti e vestiti sgargianti. Nei periodi di secca lo stagno è luogo di nidificazioni di molti uccelli per cui è importante non addentrarsi nello specchio d'acqua. |
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